La sindrome di Messalina
23 Agosto 2013Disturbo borderline di personalità
10 Ottobre 2013
Buongiorno internauti di Psicoaiuto, abbiamo parlato di Shiatsu e Gravidanza, vorrei ora affrontare un tema differente ma di interesse ed importanza non minore. Esistono coppie che non fanno in tempo a pensare al concepimento di un figlio e tac…eccolo bello e pronto fecondato e venuto al mondo, altre che vivono il dolore, la frustrazione, l’ansia, la tristezza di non riuscire a procreare, spesso nemmeno con i sofisticati mezzi della moderna Medicina Procreativa Assistita. Parlo di “coppia e non di donna”, perché la sterilità e l’infertilità (il mancato concepimento di un bambino nel primo caso e l’impossibilità di portare avanti la gravidanza nel secondo) rappresenta il problema che due persone si trovano ad affrontare, dal punto di vista relazionale, sociale, sanitario ed economico.
Il desiderio della genitorialità ha origini lontane e profonde. Spesso sono i nostri epi-copioni che ci richiedono in un determinato momento biologico dell’esistenza di concepire di tramandare una parte di noi, dei nostri vissuti, dei nostri desideri, valori e delle nostre rappresentazioni.
La coppia, matura la spinta evolutiva alla procreazione e contemporaneamente fantastica il sogno di avere un bambino che riempia le giornate e che diventi il completamento di quella spinta biologica ad “esistere” dei genitori. La frustrazione di questo spazio che progressivamente rimane vuoto rappresenta per la diade genitoriale l’infrangersi di un sogno, un desiderio che rimarrà irrealizzato, una grave perdita affettiva che spesso rischia di destabilizzare la salute affettiva e psicologica dei partners.
La società occidentale, sempre più tecnologica, sempre più evoluta, sempre più “ipoteticamente” istruita, pare avere dimenticato quella che è una tra le principali doti innate dell’essere umano: “l’empatia”. Soprattutto la donna all’interno della coppia non procreativa, subisce e sperimenta la frustrazione di non sentirsi in grado di “ mettere al mondo un figlio” che in alcuni casi, porta all’invidia nei confronti delle amiche/colleghe/conoscenti/ che al contrario vivono il felice stato della “gravidanza” e talvolta si traduce per loro in un progressivo isolamento sociale.
Voglio a tal proposito segnalarvi uno scritto che ha come tematica, il doloroso problema della mancata realizzazione del desiderio di genitorialità biologica, in particolare della maternità: l’autrice la giornalista Paola Strocchio, illustra per noi una delle sue più riuscite creazioni autobiografiche.
Ha scritto anche “Appunti di Viaggio”, in cui si racconta come è diventata mamma di Niccolò, un bambino nato a Phnom Penh, (Cambogia) descrivendola come l’esperienza più intensa di tutta la sua vita, riaccendendo così in molte coppie la speranza di poter un giorno grazie all’adozione, diventare genitori!!
Buona lettura e buona domenica! Loredana
“Il Vuoto dentro” di Paola Strocchio Editore Bradipo. Libri Collana Libere Perle
La storia che l’autrice racconta in questo libro è sua. E di molte altre donne. “Ho deciso di raccontare un periodo doloroso della mia vita con la speranza di aiutare chi, suo malgrado, si ritrova a vivere un’esperienza simile.
Ammalata di una forma grave di endometriosi, ho dovuto dire addio per sempre al mio utero con ripercussioni psicologiche che mi hanno segnata in maniera indelebile.
Mi sono sentita sola. Mi sono sentita svuotata, in senso fisico e spirituale. Non ho trovato la comprensione e la solidarietà che avrei voluto, piuttosto superficialità. Questo libro nasce con l’intento di far sentire meno sola chi lotta contro l’endometriosi e contro tutto quello che questa malattia comporta con la consapevolezza di non potere avere un figlio con la pancia”. Paola Strocchio
