Disassuefazione da fumo

La maggioranza dei Pazienti chiede un aiuto per smettere di fumare per prevenire gravi e mortali malattie. Molti richiedono aiuto prima che un'eventuale patologia si manifesti: ciò dimostra che le campagne di informazione contro il fumo hanno raggiunto l’obiettivo sensibilizzando sempre più cittadini.

SMETTERE DI FUMARE SI PUO', E SI DOVREBBE FARLO, a 35 anni come a 50 anni, e i benefici per il corpo e la salute sono innumerevoli.

Ma come fare?

Innanzitutto bisogna capire che tipo di dipendenza si ha. Oltre a comprendere la sintomatologia respiratoria ed i problemi pneumologici e cardiaci di ogni soggetto.Il marcatore biologico di riferimento che si misura è il monossido di carbonio che permette di conteggiare la quantità di sostanza inalata.

Esistono persone che fumano 40 sigarette ma che magari non le aspirano, oppure altre che ne fumano 15 ma che aspirano molto. Importante è capire che tipo di rapporto con la sigaretta si ha, che tipo di dipendenza e l’importanza del gesto psicologico del tenere “la sigaretta tra le dita”.

Un vero ex fumatore è colui che per almeno 12 mesi interi non ha fumato.

Esistono dei farmaci antifumo che si possono prescrivere (terapia nicotinica ) oppure nuove molecole farmacologiche. Si stabilisce con il medico ed insieme al paziente il tipo di supporto farmacologico eventuale da utilizzare.

E’ importante lavorare su un percorso personalizzato, irrobustendo l’autostima e la capacità motivazionale della persona che vuole davvero smettere di fumare, infatti, la sigaretta sottende spesso un “vissuto emotivo” del tutto peculiare che fa ritenere la medesima come una “compagna di vita” che riduce l’ansia ed elimina la stanchezza. Il fumo esprime inoltre un’instabilità emotiva che porta alla dipendenza senza che il fumatore se n’accorga. Rappresenta un sistema di controllo intrapsichico rispetto agli eventi stressanti e all’aggressività.

Avendo una stretta relazione con l’orifizio buccale, nasale e l’apparato polmonare, il fumo può intendersi come un trait d’union tra esterno e interno, come un equivalente di “cibo” che nutre il Corpo e la Mente possedendo, inoltre, un effetto stimolante o sedativo.

Da evidenziare anche gli aspetti psico-sociali del fumo quali:
• Iniziazione alla pubertà • Dinamiche del gruppo dei pari
• desiderio di affermazione
• bisogno di sicurezza
• affermazione della propria sessualità
• ricerca di autonomia
• sentirsi parte di un gruppo come modalità di rassicurazione

In conclusione l’approccio proposto permette di affrontare con discreto successo la disassuefazione dal Fumo di sigaretta. Importante deve essere la relazione psicologo-paziente all’interno della quale si debbono valutare attentamente le motivazioni al trattamento da parte del richiedente evitando di slatentizzare altre situazioni psico-patologiche ben più complesse che sottendono la tossicodipendenza da fumo.

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Trattamento per la disassuefazione dal fumo di sigaretta.

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