Esistono traumi con la T maiuscola e traumi con la t minuscola: i primi hanno a che fare con gravi incidenti, terremoti, lutti improvvisi, abusi sessuali…..i secondi con le relazioni conflittuali, di coppia con l’abbandono, il divorzio. Sono esperienze che hanno un impatto molto forte sulla persona e ne turbano profondamente la stabilità e l’equilibrio.

Il trauma
La parola trauma ha origine greca e significa ferita. I traumi sono tristemente imprevedibili, improvvisi e noi essere umani non riusciamo ad organizzarli siamo incapaci di darne un senso. Al loro manifestarsi ci troviamo disarmati e tragicamente vulnerabili in uno stato di stordimento emotivo che può durare da qualche giorno fino a tre mesi e più.
Faremo i conti con il ripresentarsi in maniera invasiva delle immagini disturbanti che abbiamo vissuto, avremo difficoltà nella concentrazione e reazioni neurovegetative incontrollabili.
Che fare?
Dopo ogni trauma è buona indicazione parlare con uno specialista. L’essere umano necessita di accompagnamento, di aiuto, di ascolto. Narrare l’evento traumatico è importante poiché permette di mettere pensieri sensazioni ed emozioni in parole. La narrativa è un processo ecologico, fisiologico e mentale di grande supporto.
Sappiamo che dopo un trauma è bene cercare di tornare alle abitudini della quotidianità, al normale svolgimento della nostra routine, riprendere gli stessi ritmi. E’ necessario interrompere la catena associativa di pensieri intrusivi ed auto svalutanti “se io avessi fatto, detto, capito … “ dobbiamo imparare che ci sono cose che non dipendono da noi. Cose che possiamo cambiare ed altre NO


EMDR
Il terapeuta EMDR durante le prime sedute raccoglie la storia di vita del paziente, crea una mappa dei traumi e di convinzioni negative che la persona pensa di sé. Analizza uno ad uno tutti i traumi significativi e disturbanti che hanno costellato negativamente la vita della persona. Per ogni ricordo disturbante il terapeuta farà compiere al paziente dei semplici movimenti oculari con lo scopo di favorire una migliore comunicazione tra gli emisferi cerebrali ed attiverà un processo neurofisiologico naturale, simile a quello che avviene nel sonno REM.
La psicologa americana Francine SHAPIRO, intuì infatti, durante una passeggiata nei boschi, che il movimento oscillatorio oculare, attivava il meccanismo di elaborazione fisiologico del trauma, permettendo la desensibilizzazione della rabbia, della tristezza e dell’angoscia collegati al ricordo stesso. Notò come sorgessero associazioni con altri ricordi che si attivano e si elaborano a loro volta. La parte traumatica rimaneva desensibilizzata e ricollocata ad un nuovo e più funzionale significato mentre la persona acquisiva sicurezza e fiducia nelle proprie capacità.
Efficacia EMDR
Per i traumi singoli in persone adulte con personalità formata e che non hanno difficoltà particolari, bastano 3-6 sedute di EMDR per riuscire a lasciare il “passato nel passato” e rielaborare il trauma. In caso di traumi complessi l’elaborazione lo sarà di conseguenza.
La terapia EMDR permette di lavorare con i singoli, con le coppie, con le famiglie e con i gruppi affrontando anche traumi collettivi.

