Elaborare il lutto per un animale amato

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Elaborare il lutto per un animale amato

Quando se ne va un compagno di vita: elaborare il lutto per un animale amato

Recentemente ho salutato Prozac, il mio gatto. Era con me da vent’anni — vent’anni di presenza silenziosa, sguardi complici, momenti buffi e tenerezze discrete. Negli ultimi giorni il suo corpo aveva cominciato a spegnersi: non mangiava più, non riusciva a muoversi. E allora ho preso la decisione più difficile, ma forse anche la più giusta: accompagnarlo con dolcezza, con quella che si chiama eutanasia compassionevole.

Non è facile spiegare quanto dolore possa dare la perdita di un animale. C’è ancora chi tende a minimizzarla — “era solo un gatto”, “ne prenderai un altro” — eppure chi ha vissuto un legame autentico con un animale sa quanto possa essere profondo, unico, irripetibile.

In questo articolo vorrei raccontare cosa succede dentro di noi quando perdiamo un compagno a quattro zampe, e perché è importante concedersi il diritto di soffrire, di ricordare, di salutare. E, lentamente, di tornare a respirare.

Un legame che va oltre le parole

Prozac non era “solo un gatto”. Era parte della mia quotidianità, della mia casa, della mia storia. Mi guardava con quegli occhi da antico filosofo, era diventato fortemente ipovedente e quasi del tutto sordo, era cardiopatico, ma… sembrava sapere sempre quando avevo bisogno di silenzio, di conforto o semplicemente di qualcuno lì, accanto.

Ci sono animali che ci accompagnano per un tratto, e poi ci sono quelli che diventano una costante: un punto fermo, una presenza che si intreccia ai momenti più importanti della nostra vita. Con lui ho attraversato anni interi, cambiamenti, dolori, nuove consapevolezze. A modo suo, c’era sempre.

Il nostro era quel tipo di legame — fatto di piccoli gesti, rituali quotidiani, confidenze mute — potente, e la sua assenza si sente come un vuoto fisico.

Il lutto per un animale segue le stesse dinamiche di qualsiasi altra perdita affettiva. C’è la negazione, il senso di incredulità, il dolore acuto. Spesso, anzi molto spesso, c’è anche la colpa — “avrei potuto fare di più?”, “ho fatto la scelta giusta?” — soprattutto se, come nel mio caso, si sceglie di accompagnare il proprio animale con l’eutanasia.

Poi arriva la tristezza profonda, il vuoto, e con il tempo, (mai con fretta) la possibilità di accettare. Il dolore non sparisce, ma si trasforma. Diventa parte di noi, insieme ai ricordi belli.

Ogni persona vive il lutto in modo diverso, e, credetemi, non esiste un tempo “giusto” per smettere di soffrire.

Prendersi cura di sé, con gentilezza

Nei giorni successivi, mi sono concessa di piangere, di sentire. Ho lasciato che la casa fosse più silenziosa, e anche più vuota. Non ho cercato subito di riempire quel vuoto. L’ho onorato.

Se stai vivendo qualcosa di simile, permettiti di fare lo stesso. Parlane con qualcuno che ti ascolta davvero. Riguarda vecchie foto. Scrivi. Lascia che il dolore si esprima, anche se piccolo, anche se gli altri non lo capiscono o se preferisci commenta questo mio scritto, sarà un modo per non sentirti solo.

Il lutto per un animale non è “di serie B”. È autentico. È tuo. Merita rispetto.

Quando chiedere aiuto

Se il dolore si fa troppo pesante, se senti di non riuscire a riprendere il ritmo della vita quotidiana, parlare con uno psicologo può essere una scelta utile e liberatoria. Non perché tu sia “debole”, ma perché certe ferite hanno bisogno di uno spazio sicuro per essere viste e accolte.

La terapia può offrire proprio questo: uno spazio dove il legame che hai vissuto possa essere ricordato, raccontato, onorato.

In memoria di chi ci ha amato senza condizioni

Io faccio appello alla parte “terapeutica”di me, consolatoria e adulta che mi ricorda di aver fatto il possibile per rendere la vita di Prozac “la migliore per lui”. Era diventato un vecchio Lord, il vero padrone e Signore della casa. Adulti e bambini lo hanno amato e gioiosamente accompagnato nel suo lungo percorso terreno. E’ stato un gatto viaggiatore, nomade (come me), riservato, eccentrico e un po’ snob. Un prezioso co-pet terapeuta per i miei pazienti che hanno apprezzato la sua morbida presenza.

Prozac era il mio compagno silenzioso. E so che continuerà ad abitare i miei ricordi, i miei affetti, il mio modo di essere.

Scrivere di lui oggi è anche un modo per dirgli grazie. E, forse, per restituire qualcosa a chi — proprio ora — sta cercando di attraversare lo stesso dolore.

A Prozac con infinito amore …

Loredana

Dott.ssa Blanco
Dott.ssa Blanco
Ricevo nello studio di TORINO, C.so Francia 20