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Quando una relazione finisce nel silenzio: il Banksying
Nel mio lavoro clinico incontro frequentemente persone che portano in seduta un dolore sottile e profondo: la fine improvvisa di una relazione, senza alcun confronto né spiegazione.
Fino a un giorno prima, tutto sembra procedere normalmente: messaggi quotidiani, abitudini condivise, progetti in costruzione. Poi, il nulla. Silenzio. Nessun conflitto apparente, solo assenza.
Questa forma di abbandono ha oggi un nome simbolico: Banksying. Il termine si ispira all’artista *[Banksy]*, celebre per le sue opere provocatorie e per il quadro che si è autodistrutto subito dopo essere stato venduto.
Proprio come quell’opera, il Banksying è una relazione che si sgretola all’improvviso, nel momento in cui sembrava più salda e confermata.
Più di un ghosting
Il Banksying è più di un semplice ghosting. È una rottura codarda, improvvisa, senza comunicazione né confronto. Chi lo subisce resta sospeso in un vuoto emotivo, senza strumenti per comprendere o elaborare quanto accaduto.
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Le dinamiche psicologiche di chi sparisce
Chi agisce in questo modo spesso:
– Non ha gli strumenti emotivi per affrontare il cambiamento;
– Evita la vulnerabilità;
– Fugge dal confronto per paura del giudizio o del dolore.
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Le conseguenze su chi lo subisce
Chi subisce il Banksying può provare:
– Dolore intenso e senso di abbandono;
– Difficoltà a elaborare la fine della relazione;
– Riattivazione di ferite antiche di non valore o non meritevolezza.
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Il ruolo della psicoterapia
In psicoterapia accompagno queste persone a:
– Dare un significato a quanto accaduto;
– Ritrovare il proprio valore personale;
– Ricostruire confini, dignità e sicurezza interna.
> L’obiettivo non è capire l’altro, ma ritrovare sé stessi.
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Conclusione
Chi chiude una relazione senza parole spesso non è forte, ma semplicemente incapace di restare.
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Dott.ssa Loredana Blanco
