
Fumo o salute: a voi la scelta
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18 Febbraio 2012I primi momenti del contagio: l’iscrizione a FACEBOOK.
Dopo essere entrato nel mondo virtuale di facebook, a prescindere dalla modalità di ingresso, si ha una netta inversione di marcia. Mentre per i primi giorni tutto pare assolutamente inutile e ci si rende conto che in realtà non esiste una vera e propria utilità, dopo un certo periodo facebook comincia ad apparire interessare al soggetto. Si prende confidenza con i menù, con le applicazioni, si apprende come passare dalla pagina di un utente all’altro: il soggetto assume una notevole manualità in pochissimo tempo. Tutti i pensieri che aveva all’inizio, vengono soppiantati dalla nascente curiosità, si cercano persone nei reconditi meandri della MBT ed MLT ( memoria a breve e lungo termine) conoscenti, ex compagni di scuola, compagni attuali, ex fidanzati/e, amanti e vari. Ad ogni modo, qualunque sia il motivo, il contagiato è colto da euforia ed è attratto da un mondo fatto di luci ed applicazioni divertenti, al quale lentamente si affeziona. Questa è la parte più “bella” del periodo facebook del soggetto, in quanto non è visibile nessun disagio e la malattia vera e propria è ancora latente ed apparentemente sotto controllo.
Il FB-Virus comincia a colpire: passano i giorni e un po’ per volta le richieste di amicizie si riducono drasticamente: la gioia che prima coglieva il soggetto che apriva la schermata di FB ora è soppiantata da un sempre più forte desiderio di scoprire qualche novità o notifica ma spesso si traduce in amara delusione. Non succede più niente, non trovi più messaggi sulla bacheca, non ti arrivano più comunicazioni private, niente di niente. Ci si comincia a rendere conto che in realtà si passa il tempo a fissare il proprio profilo e le informazioni, si aggiorna ogni 20 minuti la pagina sperando in qualche cambiamento, ma il più delle volte, nulla. E’ questo il momento in cui si comincia ad usare la chat di FB, e a cercare le applicazioni più svariate. La chat ti serve per tamponare la solitudine della tua pagina, mentre le applicazioni e i vari test sono ottimi per apportare modifiche alla stessa, ma ormai sei dentro, la malattia è conclamata non puoi più uscire dal circolo vizioso ed è allora che dovresti cercare aiuto!!!!
Fonte: Fabrizio Rambaldi: Facebook crea dipendenza – chiedi aiuto, un rimedio esiste. Gruppo aperto
Vi lascio al seguente interessante articolo, non prima di chiedervi che ne pensate ………
La dipendenza da Facebook da curare può essere considerata a tutti gli effetti un problema che rientra nell’ambito della salute mentale e che si propone come il frutto di tempi moderni in cui ormai in molti non possono fare a meno di dedicarsi alla socializzazione virtuale portata avanti per mezzo del noto social network. Internet porta con sé infatti nuovi disagi psicologici
Non possiamo certo dire che il web sia uno strumento da condannare, considerati tutti i vantaggi che è capace di apportare. In ogni caso a volte un rapporto sbagliato con la rete, specialmente nel caso degli adolescenti, può essere causa di un disagio che va preso in considerazione. Ma come ci si accorge di essere dipendenti dall’interazione multimediale proposta da Facebook?
I sintomi sono evidenti: non ci si riesce a staccare dalla rete sociale, si finisce con il trascurare le relazioni reali, si prova una sensazione di onnipotenza, intesa a controllare tutto, visto che il virtuale è facilmente gestibile, perché privo di tutte quelle sfumature che caratterizzano invece i rapporti dal vivo.
Allo stesso tempo si può incorrere in stati mentali paranoidei e si può cominciare ad assumere identità diverse, è noto infatti il rapporto tra Facebook e false personalità. Inoltre è da considerare che ci si può ritrovare in presenza di veri e propri sintomi da astinenza, che si traducono in un generale malessere psicofisico: ansia, sudorazione, paura di perdere il controllo, fuga mentale dalla realtà. Ovviamente alla base ci sono insicurezze personali, che concorrono all’insorgenza della dipendenza psicologica.
Dipendenza da Facebook: strategie terapeutiche
Per curare la dipendenza da Facebook possono essere utili diverse strategie, che sono comunque da stabilire mediante il consulto con un esperto, che può essere uno psicologo, uno psichiatra o uno psicoterapeuta. Ci si può orientare verso una psicoterapia cognitivo – comportamentale o ad una psicoterapia di gruppo, che comprenda altre persone affette dallo stesso problema psicologico.
In certi casi complessi, nei quali ci si trova di fronte a disturbi d’ansia o di depressione, si potrebbe ricorrere anche i farmaci da prendere solo su prescrizione medica. Soprattutto per i ragazzi aumenta la dipendenza da internet e da Facebook. Per questo anche in Italia sono stati approntati specifici centri di cura per questa nuova forma di patologia. Fra questi uno dei più famosi è l’ambulatorio del Policlinico Gemelli di Roma.
Dipendenza da Facebook: tappe del percorso terapeutico
Considerando che la dipendenza da Facebook e da internet in generale porta sia a problemi mentali, come insonnia e sbalzi d’umore, che fisici, come mal di schiena, difficoltà alla vista e tunnel carpale, è stato messo a punto un apposito percorso terapeutico composto da un colloquio iniziale, altri incontri per capire eventuali patologie sottostanti, possibile supporto farmacologico, trattamento riabilitativo di gruppo, in modo che, oltre a quelli su Facebook, si impari a dare più spazio anche agli amici veri in carne ed ossa.
Fonte: http://www.tantasalute.it/articolo/come-curare-la-dipendenza-da-facebook/26253/

