Fumo o salute: a voi la scelta

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Bruno Perino

1.  Introduzione

Da “Pagine Mediche.it “del 17 gennaio 2012:“Alcol, aids, droghe, incidenti stradali, omicidi e suicidi messi insieme non fanno più vittime del tabacco, causa di almeno 25 gravi patologie,tra le quali cardiopatie e vasculopatie, le BroncoPneumoPatieCroniche Ostruttive (BPCO), il carcinoma polmonare e tumori maligni a carico di numerosi altri organi”.

Questa breve citazione contribuisce a spiegare il motivo per il quale, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), il fumo di tabacco rappresenta “”la più grande minaccia per la salute nella Regione Europea”. Per quanto riguarda il nostro paese, si stima che in Italia, con un tasso di fumatori o ex fumatori di oltre il 30%, il fumo di tabacco sia responsabile di circa 90.000 morti all’anno (equamente ripartite nei due sessi), pari al 15% di tutti i decessi[1]. I costi sociali derivanti dalle malattie fumo-correlate è stimato a oltre 6 miliardi di euro all’anno, corrispondente a circa il 7% del PIL

2.  Perché il fumo fa male

Nelle foglie di tabacco è contenuta la Nicotina, un alcaloide con effetti stimolante sul Sistema Nervoso Centrale, responsabile di gravi danni all’apparato cardiovascolare, in seguito all’assorbimento a livello polmonare. La nicotina inoltre determina una forte dipendenza e causa assuefazione, con conseguenze simile a quelle delle droghe. La combustione del tabacco e della carta delle sigarette libera numerose sostanze irritanti e cancerogene. I danni da fumo sono dose-correlati, quindi meno si fuma meglio è: purtroppo l’assuefazione al fumo indotta dalla nicotina spinge il fumatore a fumare sempre di più per ottenere i benefici ma transitori effetti stimolanti.

​3.  Principali patologie causate dal fumo di tabacco

Le principali patologie sicuramente fumo-correlate possono essere distinte tra quelle causate dagli effetti della nicotina e quelle dovute all’azione delle sostanze derivanti dalla combustione delle foglie di tabacco e della carta delle sigarette (quindi, sigaro e pipa sono marginalmente meno nocivi delle sigarette).

a.  Danni da nicotina:

  • dipendenza, assuefazione, sindrome da astinenza,
  • infarto miocardico,
  • ictus cerebrale,
  • ipertensione arteriosa,
  • vasculopatie periferiche (morbo di Leo-Buerger o tromboangioite obliterante).

b.  Danni da sostanze derivanti dalla combustione:

  • broncopenumopatie croniche (bronchite cronica e enfisema polmonare) e conseguente Insufficienza Respiratoria Cronica,
  • carcinoma polmonare,
  • carcinoma della laringe,
  • carcinomi del cavo orale
  • carcinoma vescicale,
  • carcinoma del pancreas.

Come questo elenco, che comprende solo le patologie sicuramente causate dal fumo, dimostra chiaramente,si tratta di malattie molto gravi che causano invalidità permanente di grado elevato, penalizzano fortemente la qualità di vita e, nel caso dei carcinomi, sono spesso a prognosi infausta: attualmente il carcinoma polmonare e quello del pancreas sono tra le forme tumorali maligne a più elevata mortalità. Una nota di genere: mentre fino a 30 anni orsono il tumore polmonare colpiva quasi ​esclusivamente il sesso maschile, attualmente si presenta in ugual misura nei due sessi, conseguenza dell’abitudine al fumo tra le donne, largamente diffusa dagli anni ’60 del secolo scorso.

1.  Smettere di fumare:come si può fare?

È ormai dimostrato che smettere di fumare si accompagna a una diminuzione del rischio cardiovascolare e una stabilizzazione delle condizioni respiratorie, oltre che a un miglioramento del benessere soggettivo. Il rischio di tumore polmonare invece si mantiene più elevato ancora per circa quindici anni dalla cessazione del fumo: un ottimo motivo per smettere di fumare il più presto possibile!

Smettere di fumare non è facile, ma è sempre possibile, a qualsiasi età e quale che sia il numero di sigarette fumate al giorno. La condizione preliminare indispensabile per smettere di fumare è la motivazione personale: la persona che fuma cioè deve essere convinta che il fumo fa male (possibilmente anche prima di manifestare sintomi fumo-correlati), e deve avere voglia di smettere. Se la volontà di smettere è presente, allora i metodi per riuscirci sono tutti efficaci, e spesso è sufficiente un serio impegno personale. Se invece la persona non è fermamente intenzionata a smettere, non vi è nessun metodo miracoloso che faccia andare via la voglia di fumare. Attenzione quindi ai rimedi “miracolosi” pubblicizzati su Internet, quasi sempre utili solo a chi su di essi lucra.

I rimedi farmacologici più efficaci sono:

La somministrazione di nicotina, in modo da evitare i sintomi da astinenza: sotto forma di cerotti o di chewing-gum. Ritengo che quest’ultima sia da preferirsi, in quanto riduce anche il bisogno psicologico della sigaretta come abitudine che da sicurezza, modificandone la gestualità.

Il Bupropione, un derivato anfetaminico che aumenta la disponibilità di Dopamina (che induce gli stessi effetti piacevoli della nicotina senza dare assuefazione e dipendenza) e di Noradrenalina, che attenua i sintomi da astinenza.

La Vareniclina, che agisce con un duplice meccanismo d’azione, riducendo i sintomi da astinenza e  il senso di gratificazione indotto dal fumo.

Si tratta di farmaci gravati da pesanti effetti collaterali, che vanno assunti solo dietro prescrizione medico-specialistica. La loro efficacia non supera il 30% dei casi e il loro effetto è transitorio se non sono sostenuti da una robusta motivazione personale.

In alternativa o a integrazione del farmaco, è consigliabile ricorrere a un Centro Antifumo, ormai diffusi in tutto il territorio nazionale  ( ne è presente uno anche presso l’ospedale di Asti).


[1]  Dati dell’Istituto Superiore di Sanità (2010).

Dott.ssa Blanco
Dott.ssa Blanco
Ricevo nello studio di TORINO, C.so Francia 20