Quando l’amore fa soffrire…

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29 Dicembre 2014
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Quando l’amore fa soffrire…

amore patologico

La tua missione è il sentiero luminoso che stai percorrendo.

Non importa quanto buia sia la notte che ti circonda….

(Richard Bach)

Dedicato a chi barcolla nella trappola della “dipendenza affettiva”……uscire è facile ….basta spingere la porta……..

Quando l’amore fa soffrire…..

(continua)
Con questo, non si intende negare le legittime trepidazioni dell’innamoramento, gli entusiasmi di un amore gioioso, o anche, dopo anni di una relazione “sana”, il desiderio della presenza dell’altro. In questi casi infatti, si parla di interdipendenza, di uno scambio alla pari tra individui liberi, equilibrati che rendono vivo il rapporto con le loro personali risorse e i sentimenti. La dipendenza affettiva di cui occorre liberarsi è ben altro: un asservimento unilaterale, pesante, che crea disagio, sofferenza, insicurezza, senso di svalutazione, bisogno di un legame a tutti i costi. In termini analitico transazionale la persona dipendente non sa riconoscere e di conseguenza non sa come uscire dalla matrice di svalutazione di stimolo, problema e opzione.
La persona dipendente non è in grado di liberarsi da una relazione che essa stessa ammette essere senza speranza, insoddisfacente, umiliante e spesso autodistruttiva. Siamo in presenza di un individuo che riconosce lo stimolo (percepisce che sta succedendo qualcosa di spiacevole), ma ignora che ciò che sta accadendo rappresenta un PROBLEMA, meno che mai valuta delle OPZIONI per risolverlo.

Esiste il rischio di sviluppare una sintomatologia quale:

ansia generalizzata
depressione
insonnia
inappetenza
malinconia
idee ossessive
Tra le cause-conseguenze della dipendenza affettiva, vanno segnalati:
• Paura di perdere l’amore
• Paura dell’abbandono, della separazione
• Paura della solitudine e della distanza
• Paura di mostrarsi per quello che si è
• Profondo senso di colpa e/o rancore e rabbia
• Senso d’inferiorità nei confronti del partner
• Coinvolgimento totale e vita sociale limitata
• Gelosia e possessività

Tutti possono diventare co-dipendenti?
In linea generale la risposta è affermativa, anche se alcune strutture di personalità sono più predisposte ad incorrere in questo tipo di simbiosi. Alcune persone sembrano avere una naturale tendenza ad impegnarsi sempre in relazioni in cui vengono prevaricate e vessate, definendosi poi sfortunate. Ognuno di noi ha una trama esistenziale, una specie di abito che ci cuciamo addosso fin dalla nascita. Nella maggior parte dei casi è negativo ed il tornaconto di vita che da adulti ci scegliamo è l’interpretazione delle risposte agli stimoli interni ed esterni che inconsapevolmente abbiamo deciso di approvare. Convivere con il nostro copione, non è facile, bensì è spesso inevitabilmente dolorosamente problematico e spinti da una coazione a ripetere lo reiteriamo nella nostra vita nella relazione con l’altro. Se una persona cara minaccia di andarsene o se si è costretti a rinunciare a vecchie abitudini, dentro di Noi, inizia a svilupparsi uno spazio immenso, che mi piace definire “Loft esistenziale”, che fa perdere gioia, vitalità, che ci mette sotto i piedi l’autostima e la sicurezza in noi stessi. Lo definiamo amore, pensiamo che senza il nostro “oggetto d’amore” la nostra vita non avrà più lo stesso sapore, che saremo sopraffatti da mille problemi e difficoltà e che niente e nessuno mai potrà risollevarci dalla “dolorosa perdita”! Questo accade quando cambiamo la nostra visione della vita che non ci permette di vedere la possibilità di un percorso diverso del nostro destino.
Cosa fare?
Uscire da una relazione di co-dipendenza è un’impresa dura. Il primo passo da fare è quello di riconoscere la propria condizione di schiavitù emotiva, sviluppando la consapevolezza: il riconoscimento dello stimolo. In seguito, va individuata l’esistenza di una possibile risoluzione del problema, per poi vagliare le opzioni esistenti per risolvere il problema. Non è  facile per un co-dipendente ipotizzare di lasciare il partner: talvolta non è nemmeno auspicabile, perché se non si consapevolizza il problema, non si farà che ricadere in situazioni analoghe.  (…..continua)

Dott.ssa Blanco
Dott.ssa Blanco
Ricevo nello studio di TORINO, C.so Francia 20