Il mito del Supereroe

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Il mito del Supereroe

thorBuongiorno Cari Bloggers di Psicoaiuto, il 2014 sta per lasciarci, nonostante le difficoltà affrontate quest’anno, mi affianco a tutti coloro che hanno vissuto appieno ogni giorno dei sorprendenti 365 che lo hanno composto: un ringraziamento particolare a chi mi è stato vicino, a ciò che rimane della mia famiglia, ai miei meravigliosi pazienti a cui va il mio più grande riconoscimento per tutto ciò che mi hanno trasmesso ed insegnato. Un grazie a tutti quelli che “involontariamente”  hanno ferito e deluso, ai narcisisti solitari, schiavi della propria illusoria superiorità, a tutti quelli che si difendono indossando maschere, alle Principesse tristi, ai Pinocchio, agli uomini invisibili, ai Don Giovanni ed alle Messaline, alle Madri Streghe e alle Fatine Buone! Un augurio grandissimo a tutti: possa il Nuovo Anno far gioire il vostro Bambino Libero, scacciare gli spettri delle Vostre Paure e renderVi soddisfatti dei Vostri molteplici successi!! Con Affetto. Loredana

Vi lascio una riflessione di uno scrittore Anonimo (la fonte è citata in fondo all’articolo) che mi ha molto colpito: tratta di storia di vita, di vissuti, di sensazioni, di emozioni e di consapevolezza. Un grazie anche a lui…. ed uno spezzone di un film cult di una decina di anni fa Don Juan de Marco maestro d’amore che così recita:

Ci sono solo quattro domande che contano nella vita:
Cosa è sacro?Di cosa è fatto lo spirito?Per cosa vale la pena vivere?
E per cosa vale la pena morire? La risposta ad ognuna è la stessa.: “Solo l’amore.”

Da grandi poteri derivano grandi responsabilità. Questa frase mi apre qualche ferita, e mi fa pensare. I supereroi hanno dei superpoteri, poteri che possono utilizzare nel bene e nel male, possono metterli al servizio degli altri, e sono spesso imprigionati, incatenati ad enormi responsabilità da questi doni ricevuti quasi mai per scelta volontaria. C’e’ qualcosa nella mia storia, nella storia della mia vita, di molto simile a questa condizione. Fin da molto piccolo dimostravo senza sforzo e senza volerlo di avere qualcosa di speciale, sono sempre stato il primo, sempre avanti a tutti, la scintilla geniale, lo scatto che ti fa alzare sopra gli altri. Non e’ che avessi vera conspevolezza di questo, ma tutti potevano vederlo. E questo da sempre ha generato grosse aspettative in chi mi era vicino, in chi mi vedeva crescere, e quelle aspettative gliele potevo leggere negli occhi, e pian piano entravano nei miei, e si radicavano dentro di me come fossero cose naturali, come se un destino fosse gia’ scritto per me, come se non avessi scelta. Proprio come le catene, le responsabilita’ del supereroe. Sarei potuto arrivare ovunque, seguire le mie inclinazioni, i miei sogni, sfidare il destino, gettare i dadi contro qualunque vento. Sarebbe stato come vivere davvero, anche perderle quelle sfide sarebbe stato elettrizzante. Ed invece non capivo, la mia vista era ridotta, e piu’ che guardarmi dentro guardavo dentro gli altri. Il mio orizzonte non era il mio orizzonte, era quello di qualcun altro.

fonte: http://paradiso.wordpress.com/2007/05/25/la-sindrome-del-supereroe/

Dott.ssa Blanco
Dott.ssa Blanco
Ricevo nello studio di TORINO, C.so Francia 20