Manuale diagnostico e statistico dei Disturbi Mentali- DSM V
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Buongiorno cari Bloggers, Natale è alle porte con il suo messaggio di serenità e candore. Eppure le sindromi ansioso-depressive sono in aumento. Già: non per tutti il Natale è un periodo magico e giocoso fatto di condivisone e sostegno familiare. Per alcuni la festività natalizia rappresenta una constatazione di una solitudine che viene sottolineata ancor di più dall’atmosfera festaiola fatta di luci e palline colorate che la caratterizzano. A questo proposito, mi chiedo:” quali sono le cause dei disturbi psichici? I motivi della sofferenza mentale sono di natura biologica o psicologica?” Nelle depressioni maggiori e nella schizofrenia, ad esempio, l’ereditarietà ha indubbiamente il suo peso!!!
Pubblico la prima parte di questo articolo che è volutamente lasciato in sospeso, per affinare le mie ricerche e potervi fornire dati aggiornati in merito. Intanto Buon Natale a tutti!!! Ps: se qualcuno desidera dare un contributo specifico all’argomento sarà un grande piacere poterne pubblicare i preziosi contributi. Grazie in anticipo cari Bloggers!!! Loredana
La teoria che trent’anni fa definiva l’uomo come struttura genetica programmata dalla nascita, continua a trovare terreno fertile anche ai giorni nostri ma aggiungendo un’attenzione particolare al pennello dell’ambiente che definisce i contorni della nostra struttura genetica. La scoperta del QI, quale elemento psichico semplice e circoscritto, avvenuto in America 25 anni or sono, ha permesso di definire, quanto secondo la genetica di allora era ereditario e quanto ambientale. Il QI è 33% genetico e 66% ambientale (micro e macro: familiare, scolare e sociale). Di questo 66% il micro ambiente conta per 33% e il macro ambiente per 33%. Si evince che le difficoltà macro ambientali sono importanti tanto quanto le micro. Spesso però i pazienti di oggi riportano difficoltà negli ambienti familiari. Parlando di aggressività, ansia e timidezza la genetica influisce in misura meno rilevante rispetto al micro ambiente.
Evoluzione della genetica
La genetica moderna, 15 anni fa, in Canada, è giunta ad un’epocale differenziazione iniziando a parlare di “funzione genetica” e non solo di “struttura genetica”.Il filamento di Dna, che costituisce le cellule non è immutabile, ma passibile di ancora sconosciuti cambiamenti. Non esiste più una struttura, fissa e predeterminata, bensì un Dna continuamente modificabile e modificato dall’ambiente: l’epigenoma. Rimane indubbiamente in piedi il concetto di ereditarietà dominante e recessiva, come nel caso della “depressione maggiore”. Non esistono programmazioni genetiche chiare, ma “predisposizioni” allo sviluppo del carattere e quindi del disturbo psichico, grazie all’azione dell’ambiente.
L’esperienza modifica le molecole del Dna. La psicoterapia, interviene nella predisposizione dell’insorgenza del disturbo psichico, come agente di micro ambiente e la riduce del 70%. La psicoterapia modifica il Dna in cui è scritta la predisposizione all’insorgenza della sofferenza psichica grazie ad un processo chiamato metilazione. Il Dna è composto da una spirale di quattro amminoacidi disposti in un susseguirsi alternato ed eterogeneo. Ogni molecola di amminoacido è costituita da atomi di carbonio, elemento altamente modificabile che ha permesso l’evoluzione della vita. Il carbonio del Dna ha quattro legami possibili: due lo collegano alla catena e due sono liberi, disponibili e pronti ad attaccarsi a 3 atomi di idrogeno, dando vita al gruppo CH3 ovvero al gruppo metile, che tiene la struttura in formazione ed evita che la predisposizione alla malattia si trasformi in disturbo psichico. Si ipotizza dunque, che l’ambiente, incidendo sull’individuo, concorra al distacco della molecola di CH3 sostituendola con un’altra molecola (probabilmente un neurotrasmettitore) che attiva la sofferenza. La psicoterapia fa sì che la molecola che ha sostituito il CH3 si stacchi e che il CH3 torni al suo posto ripristinando la situazione di partenza. Come fa la psicoterapia, che utilizza come strumento la parola a lavorare affinché il gruppo di metilazione sia ripristinato nella posizione di partenza? Probabilmente attraverso l’azione dei neurotrasmettitori, quali la serotonina e la noradrenalina (che agiscono sulla depressione) o la dopamina responsabile dell’alterazione del tono dell’umore (segue….)
Dott.ssa Loredana Blanco
