Cavaliere o Maschilista? Questo è l’enigma!!!!
6 Agosto 2013La sindrome di Messalina
23 Agosto 2013Continua la trilogia di Michele Novellino psichiatra e analista transazionale didatta. Vi ho già proposto altri due suoi lavori “La sindrome dell’uomo Mascherato” e “ La sindrome di Don Giovanni” prima di augurarVi buona Primavera, Vi propongo un illuminante testo su “i forzati della bugia, ovvero come abituare gli eterni bambini a crescere.
Se è pur vero che dobbiamo tenere vivo il nostro Bambino Libero o Naturale che dir si voglia e che altresì, siamo un po’ tutti dei piccoli Pinocchi, strutturare relazioni (parentali, amichevoli, sentimentali e di lavoro) con dei bugiardi patologici, non solo è difficile ma alla lunga è fortemente destabilizzante e doloroso per il nostro equilibrio psico-fisico.
La bugia è connaturata alla condizione umana, esistono verità nascoste, verità negate, bugie bianche, bugie pietose. Nessuno può dirsi esente dalla bugia, per cui rassegnatevi, gli unici capaci di non mentire, sono gli psicotici portatori di una dissociazione schizofrenica. Questi non riescono a mentire perché non sono possono attivare zone della mente indispensabili per aprire una divaricazione tra ciò che si rappresenta concretamente e ciò che si dice agli altri.
Ma chi è Pinocchio? Un bugiardo bambino che ha imparato a convivere con la verità!!!
Esistono bugie che si raccontano agli altri per il controllo, la manipolazione il raggiro e la truffa, oppure con finalità difensive e protettive (pensate alla bugia detta ai malati gravi sulle loro condizioni di salute!)
E quando mentiamo a noi stessi senza consapevolezza? Molte volte attiviamo il meccanismo della menzogna, sull’onda della falsa coscienza e lo facciamo talmente ad opera d’arte da crederci noi stessi per primi.
Ma quali sono i bugiardi impenitenti? Tacciando commenti personali, si evince che gli ansiosi, le persone istrioniche, i narcisisti patologici e soprattutto le personalità “seduttive” rientrano a pieno titolo in questa categoria.
Ma che cos’è la “bugia,” se non il tentativo di imporre agli altri, qualcosa che l’altro non farebbe se conoscesse la verità ?
E vogliamo parlare della fisiognomica del bugiardo? Per dirla come farebbe il Professor Heather Lechtman: pensate che il numero di battiti di ciglia che nei processi mettono in atto i testimoni e gli imputati è direttamente proporzionale alla veridicità delle loro risposte. Vi sconsiglio di applicare questa tecnica con il/la vostra partner, piuttosto guardatevi una puntata di “Lie to me,” una delle mie serie televisive preferite!!! O se preferite di Elementary!
Come bisogna comportarsi con i bugiardi patologici? Partiamo dal concetto che il bugiardo cerca di costruirsi all’interno della mente un mondo inventato che necessita comunicare agli altri. Pensate ai “bimbi affabulatori” che raccontano cose che non esistono: e fin qui tutto più o meno bene, ma quando cresce?
Il bimbo diventato adulto che continua a mentire, è schiavo di un meccanismo perverso che determina la rottura tra “fabulazione e narrazione falsa” traducendosi in una scissione profonda di identità.
Intanto buone notizie, i mentitori sistematici si svelano e si manifestano, non riescono a tenere il gioco per sempre! Abbiamo già parlato di personalità seduttive, tendenti alla teatralità, che mentono fino a quando la vita gli presenta il conto che si traduce in un crollo depressivo devastante.
E per finire, vi elenco dei consigli del Prof. Alessandro Meluzzi per chi si relaziona con “Pinocchio”:
– anche se lo avete platealmente smascherato, non aggreditelo!! Non serve. Prenderlo in castagna è una soluzione parziale. Ovviamente non si può nemmeno stare al suo gioco, quindi la strada è quella di spingerlo progressivamente alla verità.
– Cercare di capire perché ha scelto di mentire. Trovare le motivazioni profonde, ricordarsi che spesso i Pinocchi “mentono a sé stessi nella costruzione di una finta realtà a cui credono per necessità e per tenere integra la propria identità: (nella schizofrenia esiste una scissione tra fantasia e realtà, ma non è volontaria).
– Far capire all’altro che la rivelazione della verità non sempre determina la rottura di una relazione, poiché si basa sulla fiducia reciproca (ho capito che hai mentito, ma ora io so la verità, ti “accolgo” così come sei, ma non hai più bisogno di rifarlo.) Quando l’altro capisce che noi lo “accetteremmo e lo accettiamo” nella sua verità la relazione potrà funzionare. Ps: faccio una piccola digressione sul termine accettare, (molte persone lo utilizzano in maniera spropositata). Non è propriamente un termine rassicurante poiché significa “dividere” “separare”: lascio a voi miei astutissimi Bloggers di Psicoaiuto le dovute considerazioni soprattutto se siete soliti coniugare spesso il “verbo in questione”!!
-Stabilire un dialogo autentico con il nostro mentitore patologico comprendendo le sue profonde difficoltà nel non riconoscimento e non accoglimento del lato fragile “appunto mascherato dalla bugia” della sua identità .
Per chi subisce la menzogna, ed è vittima di truffe e raggiri, la soluzione “zen” più efficace comporterebbe:
– L’astenersi dalle tragedie
– L’annullamento del senso di colpa
– L’allontanamento del pensiero depressivo
– E il ricordarsi, a malincuore che “la bugia” purtroppo è parte integrante e sostanziosa della natura umana a cui bisogna abituarsi.
Loredana

