Il principio filosofico dell’okness

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Il principio filosofico dell’okness

oknessBuongiorno cari Bloggers, oggi voglio trattare un argomento che rappresenta una delle pietre miliari dell’Analisi Transazionale e proporvi  un articolo che permette di inquadrare bene uno strumento potente quale il concetto “filosofico dell’okness”, indispensabile per lavorare in psicoterapia e dare la possibilità al cliente/paziente di vivere appieno in maniera simmetrica i rapporti e le relazioni con gli altri, nel rispetto della reciprocità e del riconoscimento !!! Buona lettura….. Loredana

Il modo in cui fronteggiamo gli eventi della vita, personale sentimentale e lavorativa, è fortemente legato alla valutazione cognitiva che facciamo di essi. A seconda della percezione della loro problematicità, delle nostre caratteristiche di personalità, delle nostre capacità di adattamento, dei fattori ambientali concomitanti e dell’esperienza di vita, ognuno di noi inscena più o meno rigidamente una serie di comportamenti da “copione”, atteggiamenti già sperimentati nel passato per far fronte a situazioni problematiche riconducibili in qualche modo a quella presente ed alla posizione esistenziale che scegliamo di assumere. Ecco nel dettaglio quali sono:

Posizioni esistenziali
Le posizioni esistenziali sono quattro e descrivono come una persona vede sé e gli altri. I segni + e – riportati nelle descrizioni seguenti indicano un’asserzione positiva o negativa riferita alla posizione esistenziale:
• Io sono OK; tu sei OK: + + (posizione esistenziale sana, che induce ad un comportamento assertivo)
• Io sono OK; tu NON sei OK: + – (comportamento aggressivo, posizione paranoide)
• Io NON sono OK; tu sei OK: – + (comportamento passivo, servile; depressione)
• Io NON sono OK; tu NON sei OK: – – (futilità, cinismo)

La posizione esistenziale di un soggetto può cambiare con il passare del tempo, anche breve. Esistono anche le “posizioni a tre”, che esaminano la valutazione che l’individuo effettua nei confronti di sé stesso, del suo interlocutore e degli “altri”:

• Io sono OK; tu sei OK; loro sono OK: + + + (posizione aperta, socievole, democratica)
• Io sono OK; tu sei OK; loro NON sono OK: + + – (posizione snobistica, demagogica)
• Io sono OK; tu NON sei OK; loro sono OK: + – + (posizione dello scontento, polemica)
• Io sono OK; tu NON sei OK; loro NON sono OK: + – – (posizione solitaria, arrogante)
• Io NON sono OK; tu sei OK; loro sono OK: – + + (posizione masochistica, depressiva)
• Io NON sono OK; tu sei OK; loro NON sono OK: – + – (posizione subordinata)
• Io NON sono OK; tu NON sei OK; loro sono OK: – – + (posizione dell’invidia servile)
• Io NON sono OK; tu NON sei OK; loro NON sono OK: – – – (posizione pessimistica, cinica)

Questi “copioni di vita”, formatisi in età infantile (in una fase di totale dipendenza dagli adulti) come modelli di risposte più consone ad ottenere nel migliore dei modi ciò di cui avevamo bisogno, in età adulta non sempre risultano convenienti per superare una difficoltà, affrontare una situazione problematica o per rispondere agli stimoli che provengono dall’esterno; più spesso risultano inutili o addirittura dannosi per noi stessi e per l’organizzazione di cui facciamo parte. Lo stato dell’Io Adulto della nostra personalità agendo nel “qui ed ora” ha la capacità di valutare e comprendere la realtà, di prevedere gli esiti delle proprie azioni e di scegliere tra le diverse ipotesi di soluzioni quella che consente di ottenere il miglior risultato, possibilmente con il minor sacrificio possibile. Ri-decidendo per la propria “sopravvivenza” nel presente, liberi dai condizionamenti del passato, ogni uomo diventa padrone ad occhi aperti della propria quotidianità, maggiormente responsabile delle proprie azioni, consapevole della propria capacità di discernimento e della possibilità di costruire il proprio benessere. Ogni decisione presa in passato può essere ri-decisa, in qualunque momento, affinché possa ristabilirsi il presupposto fondamentale della teoria e della pratica dell’AT: io sono ok e tu sei ok (okness). Tale principio è da intendere come condizione necessaria tanto per sentirsi ok, avere autostima, fiducia nelle proprie capacità pur conoscendo i propri limiti, che come fiducia verso gli altri, con i quali è possibile e positivo instaurare un rapporto paritetico, dal punto di vista umano. Ne consegue che ogni relazione interpersonale sana mira al raggiungimento di tale obiettivo. Una buona okness richiede di smettere di intrattenere relazioni asimettriche, in cui ci poniamo più o meno consapevolmente al di sopra o al di sotto degli altri. Ogni essere vivente è fondamentalmente ok, ma nonostante ciò, particolari condizioni di vita, minano tale realtà, così da favorire l’insorgere di posizioni esistenziali non-ok.

 (fonte: Lo Scalzo counseling)

Dott.ssa Blanco
Dott.ssa Blanco
Ricevo nello studio di TORINO, C.so Francia 20