
CO DIPENDENZA COS’E’ E COME FUNZIONA
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15 Gennaio 2018
Cari bloggers di Psicoaiuto, ben ritrovati. Diventa sempre più complesso trovare il tempo necessario per comunicare sulle bellissime tematiche che spesso mi vengono presentate ai diversi seminari a cui con gioia ho il privilegio di partecipare. Oggi vorrei parlarvi delle Relazioni e dei Conflitti.
Non esiste infatti relazione senza conflitto. Spesso sono proprio le persone che amiamo quelle con le quali maggiormente litighiamo. I conflitti sono un elemento costitutivo della natura umana: un detto dice “se vuoi la pace prepara la guerra” una visione paranoica di un mondo sempre pronto a combattere !!! Il conflitto ci permette di stare in una relazione senza cercare di eliminare l’altro.
Esistono conflitti non risolvibili? Non Annullabili? Non azzerabili? La risposta è SI’, non esistono!!!
La pace è la capacità di accettare che molti conflitti non sono eliminabili ma sono GESTIBILI portandoci ad abbandonare una polarità fortemente umana: il Buono e il Cattivo. Il mito della pace come armonia è impossibile da realizzare: la pace è la capacità di rimanere nel conflitto e non nell’eliminazione del “Cattivo”. La pace rappresenta il mantenimento della relazione nella divergenza di stare nel conflitto : ogni persona è ok ed ognuno di noi ha le sue buone ragioni per starci.
Un mio insegnante diceva: “Quando l’allievo è pronto, il Maestro appare”….. (Ciao Maurizio)
Vi lascio ad un vademecum su come prepararsi alla gestione dei conflitti.
1- E’ necessario avere una consapevolezza dei conflitti (invece che negarli) soprattutto nella relazione di coppia. Litigare non significa non amarsi. Non esistono coppie che non hanno crisi. Non è possibile. Ogni individuo cambia e si modifica in continuazione. Si evolve in una sorta di “disidentità” . Quando una coppia riconosce di essere in crisi può lavorare ed elaborarla e per dirla tutta, non scoppia!!La domanda invece è: ” come mai si smette di fare l’amore??” “E come mai, subentrano gli amanti che sono i collanti relazionali??” (questo lo affronteremo nel prossimo blog)
2- La GESTIONE DEI CONFLITTI, permette di contenere le divergenze.
3- RICONOSCERE LA DIFFERENZA CHE ESISTE TRA EMOZIONE E COMPORTAMENTO: un conto è agire la rabbia, un altro è riconoscerla come emozione all’interno di noi e controllarla.
4- Sviluppare una CAPACITA’ EMPATICA nella relazione con l’altro, risulta fondamentale.
5- Accettare la NON SOLUZIONE DEL CONFLITTO. Se si accetta la capacità di stare nel confitto, si può trasformare la prospettiva della gestione.
6- Se siete in un conflitto: SEDETEVI , il solo cambiamento di postura riduce la carica emotiva e l’impulsività.
7- Il CONFLITTO E’ UN PROBLEMA DA GESTIRE NON DA COMBATTERE.
8- Esplicitate un conflitto.
9- PRENDETE TEMPO.
10- RISPETTATE I CONTENUTI E I CONFINI DEL CONFLITTO invece di generalizzare.
11- Sentitevi autorizzati ad esprimere delle CRITICHE: ma solo se sono costruttive.
12- Esercitate FERMEZZA: A VOLTE I NO SONO NECESSARI, rinunciando a dire dei no, non state focalizzando il problema ma lo state nascondendo.
13- INDIVIDUATE I BISOGNI SOTTESI DELL’ALTRO.
14- INDIVIDUATE STRATEGIE SULLA BASE DI INTERESSI COMUNI.
Termino questo escursus sulla conflittualità sperando che gli spunti di riflessione proposti possano esservi d’aiuto e vi lascio con una massima: “è necessario rinunciare a vedere l’altro come sconfitto. La sconfitta prepara solo alla vendetta!!!” Loredana

