Russare non è solo un fastidio: Prof. Bruno Perino

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Russare non è solo un fastidio: Prof. Bruno Perino

Si definisce roncopatia cronica ed è rappresentata dal russamento apnoico. Le persone che ne soffrono, russano in modo discontinuo, a volte con forte rumorosità e progressivamente tendono a presentare sintomi che indicano un sonno disturbato e una ridotta ossigenazione dell’organismo. Il risveglio  è difficile, spesso è presente affaticamento mattutino, talvolta cefalea ed ora pare che possa essere con-causa di alterazioni della sfera sessuale (impotenza, ejaculatio praecox, frigidità). A Voi l’articolo…. un grazie all’autore il Prof. Bruno Perino. Loredana

 

                                                                                      RUSSARE NON È SOLO UN FASTIDIO

Bruno Perino

 Il russamento può essere definito come un rumore inspiratorio prodotto dalla vibrazione anomala delle parti molli delle pareti dell’orofaringe[1] che, collabendo, ostacolano il normale flusso aereo. Il rumore caratteristico del russamento si verifica solo durante il sonno per l’ipotonia dei muscoli che contribuiscono a mantenere la pervietà delle prime vie aeree. Fino a pochi anni orsono, questo fenomeno assai diffuso (interessa circa il 25% dei maschi e il 15% delle femmine) era considerato solo un problema sociale: attualmente è riconosciuto come una causa potenziale di problemi cardiorespiratori e delle apnee ostruttive del sonno (OSAS).[2]

  1. 1.   Un passo indietro: il sonno e le sue fasi

Il sonno non è un fenomeno omogeneo, ma si svolge in periodi di circa 90 minuti, che si ripetono ciclicamente; in ciascuno di questi periodi si distinguono due fasi con caratteristiche fisiologiche particolari e aspetti elettroencefalografici (EEG) differenti: la fase non REM (circa 70 m’, a sua volta suddivisa in quattro sub-fasi)) e la fase REM (circa 20 m’), nella quale sono presenti rapidi movimenti oculari[3] e che è la più importante sotto il profilo clinico, in quanto è in essa che possono verificarsi i fenomeni patologici evidenziati dal russamento.

Durante il sonno REM, durante il quale si sogna, il tono muscolare si riduce notevolmente in tutti i distretti corporei compresi i muscoli del collo che mantengono pervie le vie aeree a livello dell’orofaringe; queste ultime quindi tendono a collabire vibrando e si produce così il caratteristico rumore del russamento, che può anche non essere niente altro che un fastidio (per gli altri).

 

  1. 2.   Le apnee ostruttive

In qualche caso però, quando le prime vie aeree dell’orofaringe sono più strette del normale (obesità, conformazioni facciali particolari, ipertrofia delle strutture faringee, malattie quali l’ipotiroidismo e il reflusso gastro-esofageo…) o l’ipotonia muscolare è temporaneamente più accentuata (alcol, alcuni farmaci, sedativi,…), durante la fase REM il flusso aereo può cessare improvvisamente per collabimento delle vie aeree: queste apnee ostruttive[4] possono prolungarsi per oltre 30 secondi e verificarsi, nei casi più gravi, anche decine di volte ogni ora.

Ogni volta che ciò accade, il flusso aereo riprende in seguito a un breve risveglio (detto arousal) che ripristina il tono muscolare e rende di nuovo pervie le prime vie aeree. La fase REM viene interrotta e il ciclo del sonno riprende dall’inizio. Sia i periodi di apnea che gli arousal non vengono assolutamente percepiti dal paziente, che si sveglia al mattino sicuro di avere dormito tutta la notte senza problemi. Purtroppo però questa frammentazione del sonno che non ne rispetta i ritmi di fisiologico susseguirsi delle fasi provoca disturbi anche gravi:

  • stanchezza profonda;
  • sonnolenza diurna (causa frequente di incidenti stradali apparentemente senza motivo);
  • mancanza di concentrazione[5], disturbi della memoria, alterazioni dell’umore e della personalità;
  • alterazioni della sfera sessuale (impotenza, ejaculatio praecox, frigidità,…);
  • enuresi notturna;

Inoltre, l’OSAS determina ipertensione arteriosa refrattaria alla terapia e favorisce l’insorgenza di infarto miocardico e ictus cerebrale.

 

  1. 3.   La polisonnografia

La diagnosi di OSAS e la quantificazione della sua gravità (numero e durata delle apnee) si effettuamediante la polisonnografia, che consiste nella registrazione notturna durante il sonno di alcuni parametri,  quali:

  • flusso aereo,
  • tracciato EEG, che indica le fasi del sonno,
  • ElettroOculoGrafia (EOG), per i movimenti oculari propri della fase REM,
  • ElettroMioGrafia (EMG), che rileva lo sforzo respiratorio contro le vie aeree occluse[6],
  1. 4.   Terapia

Le opzioni terapeutiche principali sono:

  • curare l’eventuale malattia causale, ridurre il peso corporeo, modificare le abitudini di vita o la terapia,
  • la correzione chirurgica o ortodontica delle malformazioni presenti.

 

  • Nella maggior parte dei casi però la sindrome apnoica non ha cause evidenti; si ricorre quindi alla ventilazione polmonare meccanica notturna che mantiene la pervietà delle vie aeree applicando una modesta  pressione positiva nelle vie aeree. Questa forma di terapia detta CPAP (Continuous Positive Airway Pressure ) è risolutiva, ma deve continuare indefinitamente, cuasando qualche disagio ala paziente, ampiamente compensato dalla normalizzazione del sonno e dalla scomparsa immediata dei sintomi.


[1] Porzione del faringe comune alle vie respiratorie e al tratto digerente.

[2] Dalla voce “Russamento” di Bruno Perino: Enciclopedia NOVA. UTET (2002).

[3] REM, acronimo per “Rapid Eye Movements”: rapidi movimenti oculari, appunto.

[4] Apnea: cessazione degli atti respiratori. Ostruttiva, in quanto causata da una ostruzione delle vie aeree collabite.

[5] In alcuni casi il paziente non è stato più in grado di svolgere la sua normale attività lavorativa.

[6] Vi sono due tipi principali di apnee notturne: le centrali e le ostruttive. L’EMG discrimina le due forme.

Dott.ssa Blanco
Dott.ssa Blanco
Ricevo nello studio di TORINO, C.so Francia 20