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13 Settembre 2012Il Cervello dei Soldati a Rischio: Stress da combattimento letale per le funzioni cognitive
Che la guerra sia inutile dannosa e amorale, è cosa certa! Ma non solo, l’interessante articolo che Vi propongo riguarda l’effetto sconvolgente che lo stress da combattimento produce sui soldati al fronte. Pare infatti che la lunga permanenza in campo operi ripercussioni importanti sulle funzioni cognitive dei militari ledendole irrimediabilmente. Processi esecutivi, attenzione e memoria risultano compromessi in maniera irreversibile. A voi i commenti…. Loredana
(ANSA) – MILANO, 4 SET – Lo stress che colpisce i soldati al fronte ha ripercussioni negative sulle loro capacità cognitive e può generare problemi che si protraggono anche per lunghi periodi, aumentando le difficoltà nel reinserimento sociale e lavorativo. Lo dimostra una ricerca condotta dall’università di Amsterdam su alcuni militari Nato tornati dall’Afghanistan. I risultati sono pubblicati sulla rivista dell’Accademia americana delle scienze, Pnas. I ricercatori olandesi guidati da Guido van Wingen hanno preso in esame 33 soldati della Nato che hanno partecipato per quattro mesi alla missione Isaf (International Security Assistance Force) in Afghanistan, e li hanno messi a confronto con 26 colleghi mai schierati in zone di guerra.
Grazie a test neuropsicologici e ad avanzate tecniche di risonanza magnetica, é stato possibile stabilire che l’esposizione allo stress tipico della guerra produce effetti negativi sui circuiti cerebrali legati alle cosiddette funzioni esecutive, che regolano i processi di pianificazione e l’attività decisionale basandosi sull’attenzione e sulla memoria a breve termine. Gli scontri armati, i pattugliamenti e le improvvise esplosioni, in particolare, vanno a intaccare l’integrità strutturale della porzione di cervello chiamata mesencefalo, influenzandone negativamente il funzionamento e interferendo con la capacità dei soldati di mantenere l’attenzione durante lo svolgimento di attività cognitive complesse. Se questi cambiamenti sono risultati essere reversibili nell’arco di un anno e mezzo, lo stesso non si è verificato per le alterazioni delle connessioni funzionali tra il mesencefalo e la corteccia prefrontale. Per questo i ricercatori sostengono che lo stress da combattimento possa segnare il cervello dei soldati in modo persistente, aumentando le difficoltà nel reinserimento sociale e lavorativo.
http://ansa.it/saluteebenessere/notizie/rubriche/medicina/2012/09/04/Stress-combattimento-segna-cervello-soldati-lungo_7420971.html
