La sindrome di Sthendal
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18 Maggio 2012
“Cancro” un termine che procura nefaste associazioni di morte!!! Forse Jung avrebbe di che dire rispetto all’archetipo “dell’Ombra”: navigo nell’incertezza e purtroppo ancora nel dolore, quando affronto questo argomento. Ciò di cui sono certa è della necessità fondamentale di un sostegno psicologico alle persone colpite da tumore. Troppe le emozioni da gestire davanti ad un tal fardello: la necessità di fare i conti con il proprio istinto di morte, la coazione a prendere consapevolezza dell’irruenza della propria emotività, l’accettazione della malattia, lo spettro della propria paura e di quella dei familiari.
La psiconcologia aiuta a credere che esista sempre una speranza e che di cancro, nella maggior parte dei casi si possa guarire. Io ritengo che la prevenzione, le cure mediche e un buon supporto psicologico possano sinergicamente sconfiggere “l’imperatore di tutti i mali” .
Mia madre è morta di cancro quasi un anno fa, l’8 giugno 2011, nonostante tutto confido nella possibilità di cura e guarigione: non per disincanto, né per fede, ma per fiducia nella volontà insita in ognuno di noi di poter fare di sé stessi il vero Dio: “combattendo nella maggior parte dei casi si sopravvive” , in altri, si può imparare ad accettare l’idea della “morte” per quanto umanamente fattibile, serenamente, soffrendo il meno possibile!! Voglio ringraziare “Il Faro”, l’organizzazione che mi ha permesso, insieme a mia sorella, di curare nostra madre nella sua casa, (là dove la sua vita era permeata di calore ed affetti), che ci ha accompagnato in questa Via Crucis di sofferenza, con dedizione e supporto, che sempre con disponibilità ha saputo darci un grande aiuto psicologico, condividendo con rispetto le linee guide che avevamo deciso di seguire per il decorso della sua malattia. Un grazie particolare alla D.ssa Cristina Agnelotti oncologa e medico per le cure palliative dell’associazione “Il Faro”, “la nostra luce alla fine del tunnel”: con affetto e riconoscenza. Loredana
Psiconcologia
Il corpo umano produce quotidianamente un certo numero di cellule potenzialmente cancerogene che il nostro sistema immunitario quasi sempre riesce ad eliminare. La strategia è semplice: se abbiamo un difetto genetico cerchiamo di ripararlo, se viviamo in un ambiente “pericoloso” lo modifichiamo e se si inceppa la nostra naturale capacità di auto-riparazione cerchiamo di ripristinarla. La psiconcologia si occupa di provare a migliorare l’efficienza dei meccanismi auto-riparativi e compensativi dei malati di tumore: non è ancora stata dimostrata la sua reale utilità terapeutica rispetto al decorso della malattia se non per ciò che concerne un ragionevole miglioramento nella qualità della vita. La patologia, qualsiasi tipo di malattia, può essere vista come un campanello d’allarme che ci consente di correggere qualcosa che non va nella nostra vita. Bisognerebbe approfittare dell’occasione per migliorare noi stessi e i nostri rapporti con il resto del mondo. Naturalmente nessuno, né medico né paziente, può sapere con certezza come andrà a finire e una volta superati i primi momenti di sconforto, la malattia rende quasi sempre le persone“migliori”.
Il medico non può certamente ignorare i legami tra mente e corpo, il cancro stesso rappresenta l’espressione di qualcosa che non funziona inerente l’organo colpito. Si pensi ad esempio che alcune forme di tumore colpiscono le persone nei “punti simbolo” minando sfere importanti della propria fisicità come l’espressione sessuale. (Spunti tratti da un’intervista alla D.ssa Antonella Canonico Psicooncologa).
Fonte: http://www.ilabs.it/public/anvolt1-5.pdf
L’IMPERATORE DI TUTTE LE MALATTIE
(IL CANCRO)
a cura del Prof. Bruno Perino
1) Definizione.
Il termine cancro (sinonimo di neoplasia o tumore maligno o malattia oncologica) definisce un gruppo eterogeneo di malattie a decorso sempre molto grave e spesso mortale, caratterizzate dalla crescita incontrollata di cellule che diventano progressivamente sempre più diverse da quelle del tessuto di origine (metaplasia) e possono in seguito diffondersi a distanza (metastasi). la trasformazione tumorale della cellula è dovuta al sommarsi di numerose mutazioni del DNA[1] cellulare, che non vengono individuate e corrette dagli appositi sistemi di controllo cellulare. Come scrive Rita Levi Montalcini:”Il cancro è la ribellione di una cellula (che moltiplicandosi ne genera milioni) alle leggi che regolano lo sviluppo e la vitalità di un organismo” [2].
Prima di analizzare le principali cause delle mutazioni genetiche che provocano il cancro, qualche dato numerico può aiutare a capire l’importanza clinica e sociale del problema cancro.
2) Il cancro nel mondo e in Italia: qualche numero.
Il cancro è la seconda causa di morte nel mondo occidentale, dopo le malattie cardiovascolari. Negli USA, il cancro è responsabile del 25% di tutte le morti. Circa metà degli uomini e un terzo delle donne svilupperanno una forma di cancro nel corso della loro vita.
In Europa e in Italia, i dati proporzionali sono pressoché sovrapponibili a quelli USA[3]. Attualmente in Italia, quasi il 4% della popolazione (56% uomini, 46% donne) convive con una diagnosi di tumore maligno.
Anche se l’incidenza della patologia tumorale è in lieve aumento, negli ultimi trenta anni in Italia e nei paesi occidentali, la sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi per tutti i tumori è passata da meno del 30% a oltre il 50%, grazie ai progressi terapeutici e alla diagnosi precoce sempre più efficace.
Le forme tumorali più diffuse sono: il cancro del polmone, il carcinoma del colon-retto e il cancro della mammella.
3) Le cause del cancro e fattori di rischio
La maggior parte dei cancri si manifestano in età avanzata (sopra i 65 anni), in quanto le alterazioni cellulari proprie della degenerazione cancerosa richiedono molto tempo per svilupparsi. Infatti, bisogna che si accumulino numerose mutazioni genetiche nella cellula prima che essa sfugga al controllo e diventi cancerosa. Alcune di queste mutazioni possono essere presenti alla nascita, aumentando le probabilità di sviluppare un particolare tipo di tumore[4].
A parte età e fattori ereditari, le principali cause di tumore maligno sono di natura ambientale:
- Tabacco: il fumo di tabacco è responsabile di oltre il 30% delle morti per tumore (soprattutto polmone, ma anche rene, pancreas, vescica, cervice uterina,…. .).
- Raggi UV: limitatamente ai tumori della pelle (melanomi), che pur frequenti, raramente sono mortali, per la facilità di diagnosi precoce ed escissione chirurgica.
- Radiazioni ionizzanti: tra i superstiti delle esplosioni atomiche di Hiroshima e Nagasaki e dell’incidente nucleare di Chernobyl, i casi di tumore sono stati circa dieci volte superiori al normale. Anche una eccessiva esposizione radiologica può aumentare il rischio tumorale.
- Sostanze chimiche: l’esposizione, non solo professionale a asbesto (amianto), benzene, solventi chimici, coloranti, cadmio, cromo, cloruro di vinile e altri composti, sono responsabili di numerose forme di cancro.
- Virus e batteri: alcune infezioni, soprattutto virali, ma anche batteriche, possono aumentare il rischio tumorale. Alcuni esempi tra i più rappresentativi:
- il Papillomavirus è la principale causa di cancro della cervice uterina;
- i virus dell’epatite (B e C) possono causare carcinoma epatico, anche dopo decenni dall’infezione;
- il virus di Epstein-Barr (responsabile della mononucleosi infettiva) aumenta il rischio di linfomi;
- il batterio Helicobacter Pylori può causare il carcinoma dello stomaco.
- Alcuni ormoni: gli estrogeni, largamente usati in passato per il controllo dei disturbi menopausali, aumentano il rischio di cancro mammario e uterino.
- Il consumo eccessivo di alcol (soprattutto associato al tabagismo), favorisce l’insorgenza di cancro del cavo orale, dell’esofago e del fegato.
- Il sovrappeso e una alimentazione squilibrata (ad esempio,troppo ricca di grassi e di carni rosse), aumentano il rischio di cancro al colon.
4) Manifestazioni cliniche
Le manifestazioni cliniche della malattia oncologica sono estremamente eterogenee in quanto dipendono dalla sede di origine. Caratteristica clinica del quadro oncologico avanzato è la cachessia[5] neoplastica, condizione caratterizzata da un grave decadimento di tutte le funzioni dell’organismo, con marcata perdita di peso, scomparsa dei depositi di tessuto adiposo sottocutaneo, estrema riduzione di volume delle masse muscolari e degli organi interni, alterazioni della cute, caduta dei capelli e dei denti, anemia, comparsa di edemi, profonda debolezza, disturbi digestivi, disturbi da carenza di vitamine (sindromi nevritiche, fenomeni emorragici), depressione e frequenti fenomeni confusionali. La cachessia neoplastica è causata dal consumo di energia da parte delle cellule tumorali in tumultuoso accrescimento e dalla produzione di sostanze tossiche, quali il fattore di necrosi tumorale (denominato anche, visto il suo ruolo, cachessina).
5) Stadiazione
Per qualsiasi forma di tumore maligno, è importante valutarne l’estensione e la diffusione, con criteri quanto più possibile obiettivi e standardizzati, in modo da essere in grado di adottare le strategie terapeutiche più indicate caso per caso, e disporre di importanti elementi di prognosi. Attualmente il criterio di classificazione adottato a livello internazionale è il sistema TMN, che si basa sulla valutazione di tre elementi:
- T : estensione del Tumore primitivo, con una specificazione numerica che dipende dalle dimensioni (da 0 a 5).
- N: assenza o presenza e estensione di diffusione ai linfoNodi regionali, specificando il numero di linfonodi interessati.
- M: assenza o presenza di Metastasi a distanza.
La combinazione dei tre elementi permette di classificare ogni forma di tumore in cinque stadi di gravità crescente.
6) Che cosa si può fare contro il cancro?
Vi sono circa 200 forme diverse di cancro, dovute a una molteplicità di cause: non esiste quindi una cura contro il “cancro” che abbia lo stesso significato ed efficacia, per esempio, degli antibiotici nel controllo delle malattie infettive. I mezzi attualmente disponibili per diminuire l’incidenza delle neoplasie e per migliorarne la prognosi sono: prevenzione, diagnosi precoce (prevenzione secondaria), terapia.
- Prevenzione
Almeno un terzo dei tumori maligni sono prevenibili. La prevenzione costituisce la più
efficace strategia a lungo termine per il controllo del cancro e consiste essenzialmente nell’evitare quei fattori che aumentano il rischio di tumore, e che sono stati sommariamente elencati in precedenza (3) . Una efficace prevenzione non è sempre attuabile a livello individuale, ma deve fare parte di un intervento programmato, mirato soprattutto all’educazione, alla modificazione degli stili di vita e al monitoraggio e al controllo degli inquinanti ambientali cancerogeni.
- Diagnosi precoce
La diagnosi precoce (in fase pre-clinica) del cancro si basa sulla osservazione (diretta o bioptica) di anomalie morfologiche o cellulari suggestive di tumore e sul riscontro nel sangue di sostanze che sono prodotte dalle cellule tumorali.
La diagnosi precoce aumenta enormemente le probabilità di successo della terapia; inoltre in questi casi il trattamento è semplice e poco invasivo. A livello individuale, è importante non trascurare alcuni sintomi, quali ad esempio:
- Il riscontro di masse dure alla autopalpazione mammaria;
- nei cutanei che ingrossano, cambiano colore e acquistano margini sfumati;
- riscontro di sangue nelle feci;
- metrorragie post-menopausali.
Il riscontro di queste anomalie non costituisce diagnosi di cancro, ma richiede un ulteriore approfondimento diagnostico: mammografia, biopsia cutanea, rettoscopia, colposcopia,….
A livello di popolazione la diagnosi precoce viene attuata con programmi di screening sulla popolazione per identificare la malattia tumorale prima che essa dia sintomi.
Esempi di screening largamente diffusi sono:
- la mammografia per il cancro della mammella per le donne oltre i 50 anni[6];
- il Pap-test per il cancro del collo dell’utero;
- la rettoscopia per la popolazione ultrasessantenne, per il cancro del retto:
- il dosaggio del PSA per il cancro della prostata[7];
- …………………………………………………………………………….
NOTA: i programmi di screening dovrebbero essere attuati solo quando la loro efficacia sia stata dimostrata e vi sia la possibilità di confermare la diagnosi in caso di positività del test, in quanto sono frequenti i falsi positivi[8].
- Terapia antitumorale
L’obiettivo della terapia antitumorale è quello di eliminare dall’organismo tutte le cellule tumorali. Le opzioni terapeutiche principali (usate sia singolarmente che in associazione) sono:
- la chirurgia,
- la radioterapia,
- la chemioterapia,
- l’immunoterapia,
- l’ormonoterapia.
- La chirurgia: è la forma di terapia che ha le maggiori probabilità di successo nelle forme di tumore localizzato e consiste nell’escissione completa della massa tumorale. L’intervento può essere seguito, come è frequente nel cancro della mammella, dalla chemioterapia per eliminare cellule neoplastiche che si siano eventualmente diffuse.
- La radioterapia (i più usati sono i raggi gamma[9]) sfrutta la capacità delle radiazioni di distruggere le cellule in rapido accrescimento, quali sono quelle tumorali. Come la chirurgia, la radioterapia è una terapia locale.
- La chemioterapia consiste nella somministrazione di sostanze che distruggono le cellule maligne in rapido accrescimento, danneggiando il meno possibile le altre cellule dell’organismo. La chemioterapia è una terapia generale e può essere usata sia in combinazione con i trattamenti locali (chirurgia e radioterapia), sia da sola.
- L’immunoterapia ha l’obiettivo di potenziare le difese immunitarie, rendendo le cellule tumorali riconoscibili dal sistema immunitario, che può così attaccarle e distruggerle. Un’ altra forma di terapia immunitaria è la predisposizione di vaccini a partire da sostanze antigeniche prodotte dalle cellule tumorali.
- L’ormonoterapia è utile nella cura di tumori detti ormonodipendenti, in quanto per la loro crescita richiedono ormoni (soprattutto quelli sessuali: androgeni e estrogeni) prodotti dall’organismo: sono usati nel cancro della mammella, della prostata e dell’utero.
7) La terapia palliativa[10]
Secondo la definizione dell’Organizzazione mondiale della sanità le cure palliative si applicano a quei pazienti colpiti da una malattia che non risponde più a trattamenti specifici. Sono quindi quelle cure destinate a lenire le sofferenze della persona morente avvolgendola in un caldo mantello (pallio) di dolcezza, assistenza medica, comprensione e conforto. Lo scopo delle cure palliative è il mantenimento della miglior qualità di vita possibile per i pazienti in fase terminale. Cardine della palliazione è il controllo del dolore[11], ma ne fanno parte anche il sostegno psicologico e spirituale al paziente e ai familiari.
8) Letture consigliate
- Siddhartha Mukherjee: “L’imperatore del male”. Neri Pozza (2011).
- Devra Davis: “La storia segreta della guerra al cancro”. Codice Edizioni (2007).
- Lucio Luzzatto: “Capire il cancro”. Rizzoli (2006).
[1] Il DNA (Acido DesossiriboNucleico). La sostanza chimica dalla quale sono costituiti i geni, portatori delle informazioni che regolano il funzionamento di ogni cellula. Una (ma più spesso molteplici) alterazione del DNA (mutazione) può alterare il comportamento biologico della cellula mutata, fino a determinarne la crescita incontrollata propria del cancro.
[2] Rita Levi Montalcini, lettera da St. Louis del 10 marzo 1951, riportata in “Cantico di una vita”. Raffaello Cortina (2000).
[3] In GB però, il cancro è la prima causa di morte.
[4] I geni denominati BRCA1 e BRCA2, che si ritrovano frequentemente nelle forme familiari di cancro mammario, sono presenti solo nel 5% delle pazienti con questa forma tumorale, che è la più diffusa nel sesso femminile. Quindi la presenza di mutazioni è solo un fattore di rischio, non un predittore di malattia.
[5] Dal greco kakòs (cattiva) héxis (condizione). La cachessia può essere presente anche in altre gravi condizioni morbose, quali la tubercolosi e l’AIDS, e nella dipendenza da anfetamine.
[6] Studi recenti condotti su un grande numero di donne hanno dimostrato che la mammografia è inutile per le donne più giovani.
[7] L’Antigene Prostatico Specifico (PSA) è una sostanza che viene prodotta dalla ghiandola prostatica,in quantità direttamente proporzionale alle sue dimensioni e non è indice sicuro di cancro. Attualmente il PSA è considerato un indice poco affidabile.
[8] Un utile approfondimento su vantaggi e svantaggi dei test di screening si trova in: H. Gilbert Welch “ Should I be tested for cancer?”. University of California Press (2004). Purtroppo, a quanto mi risulta, non è disponibile una edizione italiana.
[9] Radiazioni elettromagnetiche ad alta energia.
[10] Dal latino tardo palliare «coprire con il pallio, con il mantello», nel senso non di nascondere, ma di lenire le sofferenze.
[11] L’Italia è ancora il fanalino di coda europeo nell’uso degli oppioidi (morfina e suoi derivati) nel controllo del dolore oncologico.
